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Gli zampironi sono prodotti con la polvere compressa di piretro, un insetticida naturale estratto da una pianta simile a una margherita, della famiglia delle Asteracee. La sua azione è simile agli altri rimedi chimici perché agisce sul sistema nervoso delle zanzare, inibendo la loro azione fino a provocarne la paralisi. ?
– Avvertenze. Mai accendere gli zampironi al chiuso: sprigionano fumo che non va inalato direttamente. Meglio disporli all’aperto dove la loro efficacia è simile ai fornelletti e ai diffusori ad elettricità.

Fornelletti, la soluzione notturna
Per evitare di perdere il sonno con sfibranti battute di caccia, il metodo tradizionale è il fornelletto o il diffusore da attaccare a una presa elettrica. Entrambi rilasciano nell’ambiente sostanze insetticide in grado di allontanare gli insetti (come permetrina, alletrina, esbiotrina, cipermetrina e deltametrina). È stato riconosciuto che, utilizzati secondo le istruzioni, questi strumenti non sono nocivi per l’uomo. Inoltre la quantità (1-2 milligrammi di prodotto per metro cubo) è bassa e non risulta dannosa in una stanza di medie dimensioni (sopra i 15 metri quadrati).
– Avvertenze. Come per tutti i rimedi chimici, attenzione alle quantità eccessive! Una continuata esposizione può provocare sintomi vari come malessere generale, nausea e mal di testa o addirittura problemi epatici, ma solo per le persone predisposte al tipo di patologia. Da evitare il contatto con la bocca o con gli occhi e, nel caso avvenga, è consigliabile rivolgersi a un medico. Fare quindi molta attenzione ai bambini che potrebbero ingerire il liquido dei diffusori.

Insetticidi spray, con prudenza
Il principio è lo stesso delle piastrine nei fornelletti: le sostanze vengono spruzzate in un locale e gli insetti non si avvicinano. È consigliabile usarne poco, in una stanza con le finestre aperte e almeno un paio d’ore prima di soggiornarci. «Massima attenzione all’etichetta», però, «Gli insetticidi non devono contenere sostanze neurotossiche, come il chlorpyrifos, che possono magari portare problemi di tipo intellettivo nei bambini e alla demenza negli anziani».

Ma anche pomate o stick: sono tutti i prodotti contenenti il DEET (dietiltoluamide), il principio attivo più usato ed efficace. Questa sostanza fa in modo che le zanzare non pungano in quanto agisce direttamente sui loro recettori nervosi, le antenne, la cui percezione viene modificata. «Il DEET viene generalmente utilizzato a concentrazioni intorno al 15%, in quanto a livelli più alti potrebbe causare irritazione cutanea e, se assorbito, essere neurotossico», spiega Norma Cameli, primario di dermatologia dell’Irccs Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma. Altra sostanza valida di introduzione più recente sul mercato è la picaridina (KBR3023) che resta sulla superficie della pelle e non viene assorbita.

C’è chi esalta le qualità del geranio. «Ma bisognerebbe cospargersi di foglie o strofinarsele addosso senza tra l’altro essere certi del risultato»

PIPISTRELLI

Secondo alcuni ricercatori, tuttavia, la zanzara tigre non può essere una loro preda ideale dal momento che la TIGRE agisce di giorno e i pipistrelli cacciano di notte. Oltretutto, studi sulla dieta dei pipistrelli hanno dimostrato che solo l’1 per mille degli insetti mangiati corrisponde alle zanzare

È ora di sfatare una volta per tutte la convinzione che chi ha il sangue dolce debba essere una succulenta preda per questi minuscoli vampiri. Le zanzare sono attratte dal sudore, dal nostro respiro, in particolare dall’anidride carbonica che emettiamo e da alcuni tipi di enzimi che emettiamo attraverso i pori della pelle. I soggetti a rischio sono coloro che praticano sport e le donne incinte, perché emettono una maggiore quantità di anidride carbonica. Gli sportivi sono doppiamente esposti perché durante la pratica i loro muscoli producono l’acido lattico, che attrae irresistibilmente le zanzare. Chi poi, per esempio, ha un derma ricco di steroidi e colesterolo rappresenta un gustoso bersaglio, anche se ciò non significa che occorra mettersi a dieta. «Un metodo efficace ce lo suggeriscono gli animali, ricorda il botanico Franco Bruno, «che si cospargono di fango per non essere punzecchiati. Ma il risultato per noi sarebbe il crollo della vita sociale…».

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